La Pineta Volpini

Già alla fine del XIX secolo, la famiglia Volpini, cui appartenevano circa 15 ettari di area costiera, cercò di elaborare progetti che salvassero le proprie terre dall’aridità dei venti salmastri; i primi, vani, tentativi scoraggiarono la famiglia. La scoperta di una fonte d’acqua dolce, a poca distanza dalla spiaggia, riaccese le speranze, alimentate dalla caparbietà dell’Ing. Volpino Volpini.
Un fitto reticolo di canali e la scelta di colture adatte, suggerita anche dal Ministero dell’Agricoltura, produssero i primi, sorprendenti risultati: nel 1929 la pineta Volpini ospitava circa 180 specie diverse di piante.
L’iniziale uso di rovi, che hanno uno sviluppo lento ma costante, ha permesso di modificare il naturale assetto della spiaggia: le fitte radici di tali piantine, compattando la sabbia, l’hanno resa stabile e pronta ad accogliere arbusti dalle radiche più profonde.
Alcuni anni di simili colture hanno modificato radicalmente l’originaria ostilità delle dune, tanto da rendere quel tratto di spiaggia una vera e propria oasi di verde sul mare: oggi una pineta sempreverde a lecceta offre ombra e refrigerio, creando un ambiente ideale per piacevoli passeggiate alla scoperta di specie vegetali tipiche della macchia mediterranea, a rischio di estinzione.
L’incessante opera dei venti salmastri e l’azione erosiva del mare hanno lentamente deteriorato questa suggestiva pineta, tanto da richiedere un intervento di salvaguardia: il Comune di Porto Recanati ha già presentato un progetto di sistemazione dell’area per costruirvi un parco urbano. In questo modo, la pineta Volpini sarà protetta, tanto dagli agenti naturali, quanto dall’azione antropica, mantenendosi come eccezionale angolo di frescura e benessere.

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